I campi, nell’ordine in cui li compili
- Luogo e data di emissione: reali. La data conta perché da lì partono i termini di incasso, e postdatare l'assegno è una pratica irregolare (fiscalmente comporta l'imposta di bollo come per una cambiale) che non dà nessuna garanzia: l'assegno è pagabile a vista comunque.
- Importo in cifre, nel riquadro: con i centesimi sempre indicati, anche se zero (1.250,00).
- Importo in lettere, sulla riga "euro": la parte intera in parole e i centesimi in cifre dopo la barra, come lo genera il convertitore qui sopra. In caso di differenza fra le due scritture vale quella in lettere (art. 9 della legge assegni): è il campo da non sbagliare.
- Beneficiario ("a favore di"): nome e cognome o ragione sociale, scritti per esteso.
- Firma, in basso a destra, uguale allo specimen depositato in banca: una firma diversa fa rifiutare il pagamento.
Le regole che accompagnano il libretto
Da 1.000 € in su l'assegno deve avere la clausola "non trasferibile" (art. 49, D.Lgs 231/2007): sui carnet rilasciati dalle banche è prestampata, e per avere moduli in forma libera va fatta richiesta specifica pagando 1,50 € di imposta a modulo. L'assegno non trasferibile lo incassa solo il beneficiario indicato; quello in forma libera, sotto soglia, può essere girato firmando sul retro.
I termini per incassarlo
Chi riceve un assegno deve presentarlo al pagamento entro 8 giorni se è pagabile nello stesso comune in cui è stato emesso, 15 giorni se in un comune diverso (art. 32). Dopo, il titolo non muore: chi lo ha emesso però può revocare l'ordine di pagamento, e si perdono le azioni di regresso. Emettere un assegno senza copertura resta illecito a prescindere dai termini: sanzioni pecuniarie e iscrizione alla CAI, l'archivio degli assegni irregolari.
Se sbagli a scrivere
Niente correzioni con la penna sopra i numeri: un assegno corretto viene spesso rifiutato. Si annulla il modulo scrivendoci "ANNULLATO", si conserva nel libretto e se ne compila un altro.
Domande frequenti
Se cifre e lettere non coincidono, quale importo vale?
Quello in lettere (art. 9, R.D. 1736/1933). È il motivo per cui la scrittura in lettere va fatta con cura: usa il convertitore e chiudi la riga con i cancelletti.
Posso emettere un assegno da 1.500 € trasferibile?
No: da 1.000 € in su la clausola di non trasferibilità è obbligatoria per legge. Solo sotto quella soglia, e solo con moduli richiesti in forma libera, l’assegno può circolare per girata.
Un assegno postdatato è valido?
L’assegno è pagabile a vista: chi lo riceve può incassarlo subito, anche prima della data scritta. La postdatazione è una prassi irregolare che non offre alcuna tutela e comporta conseguenze fiscali.
Quanto tempo ho per incassare un assegno bancario?
8 giorni se è pagabile nello stesso comune di emissione, 15 se in un comune diverso. Oltre, l’emittente può revocare il pagamento: conviene versarlo subito.
Fonti normative
Valori normativi verificati fino all'anno fiscale 2026.
- R.D. 1736/1933 (legge assegni): artt. 32 e 82 e ss. (verificata il 2026-08-11)
- D.Lgs 231/2007, art. 49 - clausola di non trasferibilità da 1.000 euro (verificata il 2026-08-11)