Che cos'è la famiglia anagrafica
Lo stato di famiglia non fotografa i legami di sangue ma la famiglia anagrafica: l'insieme delle persone che convivono nella stessa abitazione e sono legate da matrimonio, unione civile, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi. Un figlio che si è trasferito e ha cambiato residenza non compare più nel tuo stato di famiglia, anche se resta tuo figlio; un convivente non parente ci compare, se è residente con te.
Nell'elenco vanno indicate tutte le persone che risultano residenti al tuo stesso indirizzo, te compreso, con luogo e data di nascita e il rapporto con te.
Perché non serve più il certificato
Dal 1° gennaio 2012, per effetto dell'art. 15 della legge 183/2011, le pubbliche amministrazioni e i gestori di pubblici servizi non possono chiedere ai cittadini certificati che essi stessi detengono: devono accettare la dichiarazione sostitutiva. Chiedere il certificato al Comune, pagare il bollo e fare la fila non solo è inutile, ma il certificato non può nemmeno essere accettato dall'ufficio pubblico.
Il certificato conserva valore solo nei rapporti fra privati: una banca o un'assicurazione possono chiederlo, anche se molte accettano volentieri l'autocertificazione.
Come si presenta
La dichiarazione va firmata. Se la consegni allo sportello puoi firmarla davanti al dipendente che la riceve; se la invii o la fai consegnare da altri, devi allegare la fotocopia di un tuo documento di identità in corso di validità (art. 38, comma 3, DPR 445/2000). È esente da bollo e non costa nulla.
Domande frequenti
Chi va indicato nello stato di famiglia?
Tutte le persone residenti nella stessa abitazione e legate da matrimonio, unione civile, parentela, affinità, adozione, tutela o vincoli affettivi, compreso chi dichiara. Chi ha cambiato residenza non ci compare più.
L’autocertificazione dello stato di famiglia ha una scadenza?
Non ha una scadenza propria, ma deve essere veritiera nel momento in cui viene presentata: se la composizione della famiglia cambia, va rifatta. Molti uffici la accettano se datata da non oltre sei mesi.
Posso usarla con la banca o il datore di lavoro?
I privati non sono obbligati ad accettarla, ma possono farlo. L’obbligo vale per pubbliche amministrazioni e gestori di pubblici servizi.
Serve il bollo o una marca?
No. Le dichiarazioni sostitutive sono esenti da imposta di bollo e gratuite (art. 37 DPR 445/2000).
Fonti normative
Valori normativi verificati fino all'anno fiscale 2026.
- DPR 445/2000, artt. 38, 46, 47, 75 e 76 - dichiarazioni sostitutive (verificata il 2026-08-05)
- L. 183/2011, art. 15 - le PA non possono piu’ chiedere certificati ai cittadini (verificata il 2026-08-05)