Quando si usa l'atto di notorietà
Quando quello che devi dichiarare non compare nell'elenco dell'art. 46. La dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà riguarda stati, qualità personali e fatti che sono a tua diretta conoscenza, e può riguardare anche altre persone, purché tu ne abbia conoscenza diretta.
Esempi tipici: dichiarare di essere erede di una persona, che una firma su un documento è la propria, di aver smarrito un titolo, che due nomi diversi su documenti diversi appartengono alla stessa persona, che un immobile è nella disponibilità di chi dichiara.
La forma è la stessa
Cambia il riferimento normativo, non la struttura: generalità, avvertenza sulle sanzioni penali, formula DICHIARA, contenuto, luogo, data e firma. Anche qui, se non si firma davanti al dipendente che riceve la dichiarazione, serve la copia del documento di identità.
Quando invece serve l'autentica
La dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà destinata a soggetti privati e riguardante la riscossione di somme da parte di terzi richiede la firma autenticata da un pubblico ufficiale. Fuori da questo caso, e in tutti i rapporti con la pubblica amministrazione, l'autentica non serve.
Domande frequenti
Posso dichiarare fatti che riguardano un’altra persona?
Sì, purché siano a tua diretta conoscenza: è esattamente ciò che distingue l’atto di notorietà dalla dichiarazione sostitutiva di certificazione.
Serve andare dal notaio?
No. Nei rapporti con la pubblica amministrazione basta la firma con copia del documento. L’autentica serve solo per le dichiarazioni destinate a privati che riguardano la riscossione di somme da parte di terzi.
Fonti normative
Valori normativi verificati fino all'anno fiscale 2026.
- DPR 445/2000, artt. 38, 46, 47, 75 e 76 - dichiarazioni sostitutive (verificata il 2026-08-05)
- L. 183/2011, art. 15 - le PA non possono piu’ chiedere certificati ai cittadini (verificata il 2026-08-05)