Il preavviso è un obbligo con un prezzo
L'art. 2118 del codice civile impone il preavviso nella durata fissata dal CCNL, e mette in conto la possibilità di non rispettarlo: chi recede senza preavviso deve all'altra parte un'indennità equivalente alla retribuzione che sarebbe spettata per il periodo di preavviso non lavorato. Applicato alle dimissioni: se il tuo CCNL prevede 30 giorni e te ne vai subito, il datore può trattenere dalle tue competenze finali (ultima busta, ratei, TFR) l'equivalente di quella retribuzione. Se lavori metà preavviso, la trattenuta si riduce in proporzione ai giorni mancanti.
Quando andarsene subito è legittimo
Tre situazioni tolgono di mezzo il preavviso: le dimissioni per giusta causa (art. 2119 c.c.), il recesso durante il periodo di prova (art. 2096 c.c.), e l'accordo con il datore: le parti possono sempre pattuire l'esonero dal preavviso, meglio se scritto, e in quel caso nessuna indennità è dovuta. Una variante frequente è il datore che, ricevute le dimissioni, preferisce farti uscire subito: se la scelta è sua, è lui a doverti la retribuzione del periodo.
Quanto costa, in pratica
L'ordine di grandezza è la retribuzione del periodo mancante: con una retribuzione lorda mensile di 1.800 € e 15 giorni di preavviso non rispettati, la trattenuta è nell'ordine dei 900 € lordi. Il conteggio esatto dipende dal divisore e dalle voci retributive che il tuo CCNL include nella "retribuzione di fatto": per il numero esatto serve il contratto alla mano, e per contare i giorni c'è il calcolatore qui sopra.
Attenzione alla scorciatoia dell’assenza
Sparire dal lavoro per farsi licenziare non funziona più: dal 2025, con l'assenza ingiustificata oltre il termine del CCNL (o oltre 15 giorni), il datore può attivare la risoluzione per dimissioni di fatto (art. 26, c. 7-bis, D.Lgs 151/2015, introdotto dalla L. 203/2024). Esito: rapporto chiuso per volontà tua, niente NASpI, e in più resta il diritto del datore all'indennità di mancato preavviso.
Domande frequenti
Il datore può trattenere l’indennità dal TFR?
La trattenuta avviene sulle competenze di fine rapporto, e nella prassi coinvolge anche il TFR nei limiti di quanto dovuto. Se ritieni la trattenuta sbagliata nel conteggio, contestala per iscritto e verifica il divisore previsto dal CCNL.
Se il datore mi dice di non fare il preavviso, perdo qualcosa?
Dipende da come nasce l’uscita anticipata. Se è un accordo (esonero pattuito), nessuna indennità da nessuna parte. Se è il datore a rinunciare unilateralmente alla tua prestazione durante il preavviso, la retribuzione di quel periodo ti spetta.
Nel periodo di prova devo dare il preavviso?
No: durante la prova entrambe le parti possono recedere liberamente e senza preavviso (art. 2096 c.c.), salvo che il contratto preveda una durata minima della prova.
Fonti normative
Valori normativi verificati fino all'anno fiscale 2026.
- D.Lgs 151/2015, art. 26 - dimissioni telematiche, revoca entro 7 giorni e dimissioni di fatto (c. 7-bis) (verificata il 2026-08-11)
- Ministero del Lavoro - Dimissioni volontarie: la procedura su servizi.lavoro.gov.it (verificata il 2026-08-11)
- D.Lgs 151/2001, art. 55 - convalida delle dimissioni dei genitori presso l’Ispettorato (verificata il 2026-08-11)
- L. 203/2024, art. 19 - dimissioni per fatti concludenti dopo assenza ingiustificata (verificata il 2026-08-11)