I tre requisiti, senza eccezioni
L'art. 602 del codice civile chiede tre cose, tutte e tre a pena di invalidità:
- autografia integrale: l'intero testo scritto a mano dal testatore. Non al computer, non a macchina, non sotto dettatura con la mano guidata da altri: anche una sola parola scritta da un terzo compromette l'atto;
- la data: giorno, mese e anno (o un'indicazione equivalente e certa, come "Natale 2026"). Serve a stabilire quale testamento prevale se ne esistono più di uno: l'ultimo revoca i precedenti per le parti incompatibili;
- la firma in calce, alla fine delle disposizioni. Basta che identifichi con certezza il testatore.
Niente carta speciale, niente bolli, niente testimoni: un foglio qualsiasi scritto a mano con data e firma è un testamento valido. È questa semplicità il pregio dell'olografo, ed è anche il suo rischio: si perde, si distrugge, si contesta.
Il limite che non puoi superare: la legittima
Puoi disporre liberamente solo della quota disponibile: coniuge, figli e (in mancanza di figli) ascendenti hanno diritto alla loro riserva qualunque cosa scriva il testamento. Il calcolatore qui sopra ti dice, in base alla tua situazione familiare, quanto è la disponibile: è il perimetro entro cui il testamento regge senza esporsi all'azione di riduzione. Con coniuge e due figli, per esempio, è solo un quarto.
Dove tenerlo
L'olografo può restare in un cassetto, ma alla morte chiunque lo detenga deve presentarlo a un notaio per la pubblicazione (art. 620 c.c.), che lo rende eseguibile. Per non rischiare che sparisca, puoi consegnarlo in deposito fiduciario a un notaio: resta un olografo, ma al sicuro. L'alternativa è il testamento pubblico, ricevuto dal notaio con due testimoni: costa, ma è inattaccabile sul piano formale ed è la scelta giusta quando la capacità del testatore potrebbe essere contestata.
Gli errori che si vedono più spesso
Il testo battuto al computer e solo firmato (nullo); il testamento congiunto di marito e moglie sullo stesso foglio (vietato, art. 589); la data incompleta; le disposizioni che pretendono di toccare la legittima ("diseredo mio figlio"); i beni descritti in modo ambiguo. E l'errore a monte: scrivere l'olografo per aggirare un legittimario, quando l'unico effetto è regalare agli eredi una causa.
Domande frequenti
Il testamento olografo scritto al computer vale?
No: l’autografia deve essere integrale (art. 602 c.c.). Un testo stampato e firmato a mano non è un testamento olografo valido.
Serve registrare o depositare il testamento da qualche parte?
Non per la validità. Alla morte però va pubblicato da un notaio per essere eseguito. Il deposito fiduciario presso un notaio, in vita, evita che vada perso o distrutto.
Posso lasciare tutto al mio convivente?
Solo se non hai legittimari: senza coniuge, figli o ascendenti la disponibile è l’intero patrimonio. Se hai figli o coniuge, al convivente puoi destinare al massimo la quota disponibile che vedi nel calcolatore.
Come si revoca un testamento olografo?
Scrivendone uno nuovo (l’ultimo prevale per le disposizioni incompatibili), con una dichiarazione di revoca nelle forme testamentarie, oppure distruggendo materialmente l’olografo.
Fonti normative
Valori normativi verificati fino all'anno fiscale 2026.
- Codice civile, artt. 536-548 (legittima) e 565-586 (successione legittima) (verificata il 2026-08-11)
- D.Lgs 346/1990, art. 7 - aliquote e franchigie dell’imposta sulle successioni (verificata il 2026-08-11)
- Agenzia delle Entrate - Imposta di successione: aliquote e franchigie (verificata il 2026-08-11)