Quale reddito si dichiara
La lettera o) dell'art. 46 copre la situazione reddituale o economica, anche ai fini della concessione di benefici previsti da leggi speciali: riduzioni tariffarie, borse di studio, prestazioni agevolate. Il dato da dichiarare è quello che l'ente chiede, di regola il reddito complessivo di un anno d'imposta come risulta dalla dichiarazione dei redditi presentata (730 o Redditi) o dalla Certificazione Unica: prendi la cifra da lì, non a memoria, perché l'ente può verificare in anagrafe tributaria.
Reddito e ISEE non sono intercambiabili
Se l'ente chiede l'ISEE, questa dichiarazione non basta: l'ISEE è un indicatore calcolato dall'INPS sulla base della DSU e tiene conto di redditi, patrimonio e composizione del nucleo. L'autocertificazione della situazione reddituale copre il reddito, non l'ISEE. Leggi bene cosa richiede il bando o il modulo dell'ente prima di scegliere lo strumento.
Chi può controllare
La lettera q) dell'art. 46 rende autocertificabile qualsiasi dato presente nell'anagrafe tributaria, e per la stessa via l'amministrazione che riceve la dichiarazione può verificarla. Dichiarare un reddito più basso per ottenere un beneficio significa perdere il beneficio (art. 75) e rispondere penalmente (art. 76).
Domande frequenti
Posso autocertificare il reddito al posto dell’ISEE?
No, sono cose diverse. L’ISEE lo calcola l’INPS a partire dalla DSU e considera anche patrimonio e nucleo familiare. Se il bando chiede l’ISEE, serve l’attestazione ISEE.
Che cifra indico se non ho presentato la dichiarazione dei redditi?
Il reddito complessivo che risulta dalla Certificazione Unica. Chi non ha avuto redditi può dichiarare reddito pari a zero: anche questa è una situazione reddituale autocertificabile.
Fonti normative
Valori normativi verificati fino all'anno fiscale 2026.
- DPR 445/2000, artt. 38, 46, 47, 75 e 76 - dichiarazioni sostitutive (verificata il 2026-08-05)
- L. 183/2011, art. 15 - le PA non possono piu’ chiedere certificati ai cittadini (verificata il 2026-08-05)