Autocertificazione del titolo di studio

Sostituisce il certificato di diploma o di laurea in tutti i rapporti con la pubblica amministrazione.

I tuoi dati

Ente o ufficio a cui consegni la dichiarazione
Documento
DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI CERTIFICAZIONE
(art. 46 del D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445)

Il/La sottoscritto/a ________________________,
nato/a a ____________________ il ______________,
residente in ____________________,

consapevole delle sanzioni penali richiamate dall’art. 76 del D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445 in caso di dichiarazioni mendaci e della decadenza dai benefici eventualmente conseguiti, prevista dall’art. 75 del medesimo decreto,

DICHIARA

di essere in possesso del seguente titolo di studio: , conseguito presso  nell’anno

____________, 11 agosto 2026

Il/La dichiarante

________________________

Se non firmi davanti al dipendente che riceve la dichiarazione, allega la fotocopia di un documento di identità in corso di validità (art. 38, comma 3, DPR 445/2000). La dichiarazione \u00e8 esente da bollo e va presentata in originale firmato: qui trovi il testo pronto, la firma va apposta a mano.

Cosa si può dichiarare

La lettera m) dell'art. 46 copre il titolo di studio e gli esami sostenuti; la lettera n) aggiunge qualifica professionale, specializzazione, abilitazione, formazione e aggiornamento. Quindi non solo il diploma o la laurea: anche l'elenco degli esami dati, l'abilitazione professionale e i corsi di qualificazione tecnica si autocertificano.

Nel modulo indica il titolo esatto (per esempio "diploma di maturità scientifica" o "laurea triennale in Informatica, classe L-31"), l'istituto o l'ateneo e l'anno di conseguimento. Se serve il voto, aggiungilo nel campo del titolo: fa parte dello stato dichiarato.

Concorsi, iscrizioni e università

È il caso d'uso più frequente: domande di concorso pubblico, iscrizioni a corsi e graduatorie, pratiche universitarie. Tutti destinatari pubblici, quindi obbligati ad accettare la dichiarazione e a non chiedere il certificato (art. 15, L. 183/2011). L'amministrazione può però verificare presso la scuola o l'ateneo, ed è esattamente ciò che fa nei concorsi: dichiarare un titolo che non si possiede fa scattare le sanzioni penali dell'art. 76 e l'esclusione.

Datori di lavoro privati

Un'azienda privata può accettare l'autocertificazione ma non è obbligata: per un'assunzione può chiedere il certificato o la pergamena. In pratica quasi tutte accettano la dichiarazione in fase di candidatura e verificano dopo.

Domande frequenti

Posso autocertificare anche il voto di laurea?

Sì: il voto fa parte del titolo conseguito. Indicalo insieme al titolo, per esempio "laurea magistrale in Ingegneria gestionale, votazione 105/110".

Posso autocertificare gli esami sostenuti?

Sì, la lettera m) dell’art. 46 li prevede espressamente. Per un elenco lungo conviene usare il campo del titolo indicando "gli esami di cui all’elenco allegato" e allegare l’elenco firmato.

L’università può chiedermi il certificato di diploma?

No: è una pubblica amministrazione, quindi deve accettare l’autocertificazione e non può pretendere il certificato (art. 15, L. 183/2011).

Fonti normative

Valori normativi verificati fino all'anno fiscale 2026.